Ciao a tutti! Mi chiamo Giulia Cacciatore, ho 15 anni e abito a Mussomeli, un piccolo paesino disperso tra le montagne.

Come tutti i ragazzi vado a scuola, ho i miei hobby e i miei sogni.

La mia citazione preferita è “Stay hungry, stay foolish, because the ones who are crazy enough to think that they can change the World are the ones who do” (Steve Jobs).

Credo che la vita ci sia stata donata per viverla al meglio e che, pertanto, noi dobbiamo vivere quante più esperienze possibili. Proprio per questo motivo, tra una versione di greco e una lezione di danza classica, ho deciso di partecipare a un progetto chiamato “Social Working Community”, grazie al quale ragazzi di Mussomeli e dintorni hanno potuto svolgere uno stage lavorativo e varie work experience presso un’azienda da loro scelta a partire da giugno 2016.

Visto che l’inglese è la mia materia preferita, ho deciso di svolgere il mio stage presso l’Associazione Culturale Strauss. Il mio compito per tutti questi mesi è stato quello di “insegnare” l’italiano ai volontari; in realtà, quella che ha imparato di più, sono stata io. Non nascondo che all’inizio ero molto spaventata: io, una quindicenne qualsiasi, dovevo insegnare a dei ragazzi molto più grandi di me. La mia paura più grande era quella di non riuscire a farmi capire; fortunatamente non è mai successo. Durante quest’esperienza ho imparato tante cose. Innanzitutto, l’inglese è indispensabile al giorno d’oggi. Se non conosciamo l’inglese non potremmo mai avere l’opportunità di viaggiare, conoscere nuove persone, lavorare o studiare all’estero. La seconda cosa che ho imparato è che la diversità salverà il mondo.

Ho “lavorato” con tantissimi ragazzi e ragazze: Turchi, Bulgari, Francesi, Spagnoli, Croati, Rumeni, Estoni…La prima volontaria che ho incontrato utilizzava dei vestiti coloratissimi e, quando stava male, metteva dei sassi nell’acqua che “le davano forza”: il mondo è enorme e nasconde curiosità che meritano essere scoperte.

Tutti i volontari avevano modi di fare e di essere diversi, ma è proprio questa diversità che ci permette di non avere una vita monotona ma che, al contrario, ci permette di imparare ogni giorno di più. Un’altra cosa che mi ha particolarmente colpita è che tutti i volontari, per svolgere il loro servizio qui, hanno dovuto lasciare per un po’ familiari, lavoro o studi ed è bellissimo vedere quanto impegno mettano a migliorare la nostra piccola realtà: lavorano nelle scuole, in centri come Casa Rosetta o Casa Vanessa e organizzano vari eventi per sensibilizzare i cittadini al problema dei rifiuti

. Questi 8 mesi mi hanno cambiata profondamente: ho capito cosa voglio fare della mia vita e ho imparato ad essere puntuale e più siura di me. Ho migliorato il mio inglese e il mio obiettivo principale, al momento, è quello di viaggiare tanto, per poter conoscere altre bellissime realtà ed arricchirmi ancora di più. Voglio ringraziare Roberta, Jose, Dario, Antony e Nuccia per avermi supportata in questi mesi.  “Ripeterei quest’esperienza altre mille volte: adesso finalmente so chi sono e cosa voglio.”

 

Giulia Cacciatore