Lo SVE non smette mai di stupire

Non sono un artista ma a volte conta volere provare a lasciare il segno in qualche modo. Può capitare di trovarsi in un posto in cui non avresti pensato di andare, a fare qualcosa di inaspettato. Ed è quello che mi è successo pochi giorni fa.

Ero andato a Burgas un venerdì pomeriggio, con l’idea di spostarmi poi a Varna. Un week-end in spiaggia in pratica, nonostante le previsioni meteo erano tutt’altro che incoraggianti. Ma una volta arrivato lì i piani sono cambiati. Ad Ahtopol era infatti in corso un festival di Street Art dove una volontaria, La Pa Loma, avrebbe dipinto una sua opera nel quartiere gipsy. Ho deciso perciò di unirmi ad altre persone e partire il pomeriggio seguente per quella località.

Célia impegnata a realizzare una farfalla

 

Dopo aver visitato il posto e i lavori degli altri artisti appena arrivati, la domenica mattina ci siamo recati dove la ragazza stava realizzando la sua creazione. Il clima non era il massimo (sembrava una giornata autunnale, in cui il sole cercava a fatica di trovare spazio tra le nuvole e la pioggia) ma l’atmosfera era decisamente calda. I bambini erano in mezzo la strada a giocare, e si fermavano di tanto in tanto a vedere la magia di quel brutto muro trasformarsi in qualcosa decisamente più gradevole. E anche gli adulti sembravano apprezzare quel che stava succedendo.

Ad un certo punto alcune ragazze che erano con me hanno deciso di smettere di limitarsi a guardare. Sono andate a prendere tempere e pennelli e hanno iniziato a decorare altre pareti. In un primo momento non ho pensato di unirmi a loro. Non credevo di avere un grande talento artistico e di essere in grado di fare chissà cosa. Ma, vedendo loro darsi da fare e la gente del quartiere così coinvolta dal loro lavoro, ho deciso di provare anch’io a dare il mio contributo. Ho scelto di disegnare qualcosa di facile come una spirale. Ricordo bene quando le persone del quartiere si sono avvicinate a me, cercando di darmi suggerimenti sulla mia opera. L’impressione che ho avuto è che erano davvero felici che anche un artista improvvisato come me stava cercando di abbellire il luogo in cui venivano.

Mélodie vicino alla sua opera con alcuni bambini del postoAd opera quasi finita ho dato a un bambino, che era stato con me da quando avevo iniziato a dipingere, la possibilità di lasciare la sua orma lasciandogli decorare gli angoli con puntini bianchi.

 

Matteo e la sua spirale

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