Arcistrauss nel ricordo di Francesca Sorce

“Luogo insolito per i soliti incontri, eppure unico per incontrare chi per molto tempo non potrai vedere”.

Diceva così qualcuno parlando del luogo a cui affidiamo chi non è più tra noi.

E così, oggi siamo stati lì, i nostri volontari e noi, a visitare Francesca per un incontro che solito non è, ma che con la solita passione, ci sorprende. Sorpresi, questo l’aggettivo che fa da sfondo ad una giornata che, triste per la natura degli eventi, si rivela invece carica di una gioia che è la stessa che Francesca metteva nel suo lavoro e che riesce a trasmettere ancora, con un’empatia che è tipica di chi si dona agli altri perché gli altri sono il dono per eccellenza.

Il 24 Ottobre è una data che nulla ha della formalità di un impegno, ma è una data in cui si ricorda insieme, perché ciò che è stato ben fatto faccia da stimolo a fare meglio, ognuno nel proprio ruolo, ognuno nella propria quotidianità, con un impegno continuo e costante e con l’eleganza del silenzio, lo stesso usato da Francesca che lasciava che a parlare fossero le sue azioni e il suo sorriso.

Oggi però il silenzio ha lasciato posto ai suoni di lingue lontane, quelle dei nostri volontari SVE, ospitati nell’ambito del Servizio Volontario Europeo, che, con preghiere da Turchia, Estonia, Romania, Portogallo, Spagna, come in una melodia di note diverse eppure armoniche, hanno voluto omaggiare Francesca.

Associazione Culturale Strauss ha voluto che il suo Centro Europeo portasse il nome di Francesca perché il suo esempio è un ricordo che non stinge, incuriosisce e ispira i nostri volontari internazionali e locali e i giovani, soprattutto, al punto che, lo scorso anno in seguito alla lettura pubblica di un documento in cui Francesca spiega il senso intimo del suo lavoro, e in seguito al permesso datoci dalla sua famiglia, i volontari hanno deciso di farne il proprio manifesto, traducendolo nelle loro lingue di provenienza. E così, il desiderio dei nostri volontari è diventato per Arcistrauss una missione: comunicare Francesca e i suoi valori e i suoi ideali a chi ancora non ha avuto il privilegio di incontrarla.

Il documento, nel cui titolo Francesca ha volutamente inserito la sigla A.M.O.R.E.,  è stato già tradotto interamente in inglese, mentre le parti per noi più significative sono state tradotte in francese, rumeno, estone, polacco, spagnolo, portoghese e turco perchè è solo attraverso la comunicazione che ci si esprime e se si è possibili di espressione allora qualunque forma di incontro è possibile.

E se a voler citare Orazio che con le parole “Exegi monumentum aere perennius” spiega quanto una persona riesca a mantenersi viva nel ricordo attraverso i suoi scritti che sono un monumento più duraturo del bronzo, allora è così che Francesca parla e continua,  attraverso le sue parole, a infondere l’afflato per un lavoro giusto, per una giusta causa, quella dell’amore per gli altri.

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