Social, Antisocial e Fake News: Aristotele, guidaci tu! – La testimonianza di Antonella

Sono trascorsi più di 2500 anni da quando il filosofo greco Aristotele insegnava ai giovani le strategie della comunicazione efficace. L’avvento dei social media ci ha trasformati in utenti seriali di Facebook, Instagram, Twitter, Pinterest. Non passa giorno in cui i predatori della rete non raccontino la loro vita in tempo reale, commentino qualsiasi fatto di cronaca attraverso giudizi netti, assolutisti, talvolta infuocati. L’opinione ha preso il posto dell’oggettività, la fascinazione della testimonianza prevale sull’attendibilità della fonte, l’impatto sempre più emotivo e meno critico della narrazione e delle immagini tende a scivolare verso la fiction. Fake news incontrollate ed incontrollabili, un caotico confronto tra cultura ed impostura, senza etica nei contenuti che talvolta offendono ed incitano all’odio. Il problema non sono né la rete in sé né i social media bensì l’uso dilettantesco che ne facciamo. Basterebbe aggiungere un tassello fondamentale nella diatriba tra la socializzazione interattiva e l’utilizzo responsabile ed efficace della tecnologia. Cosa si può rimproverare alla social generation? Di non essere educata all’uso della tecnologia?

Il training course che si è svolto a Kolin (Repubblica Ceca) dall’11 al 19 luglio, organizzato e promosso dall’associazione ceca CEFIG, ha avuto proprio la finalità di fornire le nozioni e le giuste conoscenze per padroneggiare e migliorare la propria abilità comunicativa nel mondo digitale.

Era proprio il caso di scomodare nientepopodimenoché Aristotele ed i maestri di eloquenza del passato? Ebbene, si! Il pensiero antico ha posto in qualche modo le basi culturali di questa chiacchiera globale. Chissà cosa avrebbe commentato il filosofo di Stagira dinanzi alle dimensioni della polis globale che non affida più le proprie opinioni ad una conchiglia o ad un coccio di terracotta ma posta urbi et orbi e va nel panico se resta offline e senza whatsapp.

Lorenzo Nava ha tratteggiato un quadro affascinante sui livelli fondamentali della retorica insegnata da Cicerone, da Quintiliano e ripresa da Sant’Agostino. Un’analisi originale dell’etica aristotelica quale impalcatura ideale per riflettere sulle dinamiche che regolano i nostri comportamenti in rete, dall’utilizzo della dialettica e della persuasione alla capacità di discernimento della verità, scansando fake news e bufale virali. Le tre categorie di variabili che possono rendere un messaggio persuasivo ed efficace – l’Ethos, il Pathos ed il Logos – possono trovare la loro elaborazione all’interno dei tre livelli della comunicazione, verbale, paraverbale e linguaggio del corpo.

Comunicare è una vera arte che si può acquisire e migliorare. Di questo eravamo tutti consapevoli fin dal principio e i trainer non hanno faticato a guidarci tra buone pratiche, modalità di interazione non formali e laboratoriali che hanno consentito il coinvolgimento graduale, l’aggregazione e l’abbassamento di quelle barriere naturali come la tensione, l’imbarazzo individuale e l doversi esprimere in una lingua straniera. Un buon environment ha permesso un’agevole integrazione di noi 27 partecipati provenienti da nove paesi diversi (Croatia, Estonia, Polonia, Italia, Spagna, Danimarca, Ungheria. Portogallo, Estonia), complici anche una generalizzata empatia e apertura verso gli altri da parte dell’anima mediterranea e più vivace del gruppo.

Marco Santos ha saputo trascinare tutti nelle attività di edutainment e nelle varie fasi dell’apprendimento, scandite da musica tuonante (Thunder, sigla ufficiale del corso) ed energizer ad apertura delle sessioni mattutine e pomeridiane (per superare anche i cali di attenzione da “abbiocco” post pranzo). Giornate intensissime, trascorse per la maggior parte del tempo “indoor”, anche se non sono mancate occasioni per passeggiate nella silenziosa ed ordinata città di Kolin, per delle gite fuori porta e per momenti di convivialità e di svago: dallo scouting per le strade della città alla serata internazionale, in cui tutti i gruppi hanno presentato la propria organizzazione e la propria nazione, utilizzando quei linguaggi universali come le risate, la danza, il cibo e la musica in grado di abbattere ogni barriera, ogni pregiudizio, ogni diversità.

Sono stati organizzati dibattiti, elaborati progetti e presentazioni su diverse tematiche, al fine di creare una rete tra i partecipanti, per collaborare e condividere pensieri e conoscenze, sfruttando al meglio le potenzialità dei social media nell’affrontare i temi proposti, senza mai perdere di vista la definizione degli obiettivi, i canali giusti per raggiungerli e il linguaggio da adottare per intercettare gli interlocutori: sui social media non basta esserci, bisogna esserci con qualità e strategia.

Progetti come questo nascono anche per combattere la radicalizzazione dell’intolleranza, dei pregiudizi, degli stereotipi che dilagano nella nostra società. Un training course con partecipanti di paesi diversi rimane sempre una preziosa opportunità di arricchimento personale e professionale.

Un ringraziamento sincero ad Ondre per l’ospitalità e le sue premurose attenzioni, ai trainer e soprattutto ad Anthony e ad Associazione Culturale Strauss per avermi dato l’opportunità di vivere un‘esperienza con i giovani che ha fatto tornare giovane anche me. Un’esperienza che è stato come immergersi in nuovi mondi, in nuove culture, in nuovi orizzonti e dimensioni. Una sfida sempre aperta, come direbbe Aristotele: con molto ethos (autorità, competenza, conoscenza, storia, tradizione), molto logos (razionalità, calcolo, analisi dei fatti) e una giusta dose di pathos (quel sentimento che ci ha fatto sciogliere in lunghi abbracci, in messaggi di stima e dimostrazione di affetto).

Antonella Novelli