IL MIO SVE – Caterina Basso

Dopo sei mesi in Polonia ho la possibilità di raccontarvi quello che è stato il mio SVE tenutosi presso la scuola Miejski Zespol Szkol Gimnazjum nr 2 di Klodzko. La mia avventura è iniziata il 1 Settembre 2015 dopo essere atterrata nell’ aereporto di Wroclaw in Polonia. Sin dal primo momento ho capito che non sarebbe stato facile mettere in pausa la propria vita per dedicarsi a qualcosa di nuovo, a me sconosciuto. Nuove abitudini, nuove persone ed una lingua completamente differente dalla mia  erano lì ad aspettarmi. La voglia di mettermi in gioco e di apprendere però sono sempre state più forti di tutto, anche delle mie paure. Ho vissuto per sei mesi in un villaggio di duecento abitanti chiamato “Dlugopole Gorne” situato nella Bassa Slesia, una regione a Sud della Polonia. Una tra le cose più curiose di questa esperienza credo sia proprio l’alloggio, una grande struttura immersa nella campagna che tutti noi volontari chiamiamo ” Builduing” dove ci sono ragazzi e ragazze provenienti da tutte le parti del mondo ma con gli  stessi obiettivi:   apportare il proprio contributo ad una nuova realtà, esplorare il mondo e imparare a convivere con nuove culture, rappresentando il proprio Paese. Il “Builduing” è stato per tutta la mia esperienza, la mia casa, dove la sera rientravo ed incontravo tutti i miei amici con cui ho condiviso la maggior parte del mio tempo. La mattina ero impegnata all’interno di una scuola come assistente nelle lezioni di inglese. La scuola in cui ho lavorato ospita studenti  dai 6 ai 15 anni che mi hanno insegnato cose della vita che nemmeno dieci libri di testo potrebbero farmi conoscere. Sono così orgogliosa di loro, di quello che diventano giorno per giorno e di quello che insieme abbiamo creato. Con loro ho ballato, cucinato, viaggiato ed organizzato “pigiama party”. Lo Sve però rappresenta la vita e come tale non è fatto sempre di divertimento, possono capitare i momenti “no”, gli attimi in cui vorresti riprendere la tua valigia e tornare a casa, solo per  ascoltare una parola di conforto di un familiare o il consiglio di un’amica. Ma è proprio nei momenti difficili che il tuo carattere viene fuori, che scopri potenzialità di te che non credevi di possedere. Molte volte ho pensato di vivere in un film proprio per le situazioni che si venivano a creare, come lavorare con persone di continenti diversi, diventando così l’unica Europea all’interno del team lavorativo. Ma il mio Sve è stato proprio   questo:  un mondo che si apre, paure e pregiudizi che via via si dissolvevano , la consapevolezza di volare nello stesso momento da posti differenti per incontrarsi in un posto dimenticato da tutti.

 

caterina basso

Ho sempre immaginato la mia esperienza come un treno dove ad ogni fermata vedi persone che scendono e che salgono, alcune di esse mi hanno accompagnato fino al capolinea. E’ stato vivere con persone provenienti da ogni nazione, viaggiare da sola ed in compagnia verso luoghi dove non avrei mai immaginato di fotografare,  che mi hanno fatta crescere e reso la persona che oggi sono.  Quello che ho nel cuore non sono solo ricordi,  ma una seconda famiglia sparsa in tutto il resto del  mondo.