L’Amore donato è l’unico dono che non scade mai

Il mio SVE

Beh che dire, parlare del mio SVE significa parlare di sei mesi della mia vita; sei mesi che a volte sembravano troppi, ma altre davvero pochi. Ho fatto davvero fatica a mettere per iscritto la mia testimonianza, perché mi faceva male l’idea del fatto che sia finita, ma solo poco tempo fa ho capito che questa magnifica esperienza è stata solo l’inizio di una nuova vita, con nuove opportunità. 

Ero partita con tante idee e allo stesso tempo senza nessuna. Ero partita pensando di poter aiutare gli altri, essendo che il mio progetto Step by Step Albania prevedeva di poter stare con i bambini, fargli compagni e magari donare a loro un sorriso nuovo, ma in realtà, adesso, una volta finita quest’esperienza ho capito che forse ha donato molto più a me che agli altri.

Allontanarsi dalla propria confort zone, senza facce conosciute, lasciando tutto ciò che mi ero costruita in ventiquattro anni di vita alle spalle, beh si, questa è stata la prova più dura. Io, così tanto indipendente, con molte esperienze lavorative alle spalle, all’improvviso catapultata in un’altra vita, una nuova vita da costruire da zero; li non importava chi io fossi, li ero uguale agli altri, una volontaria che per propria scelta si trovava in quel determinato posto ed in quel preciso momento.

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I primi mesi sono stati davvero difficili, mi sentivo un “animale in gabbia”, Kristiela che all’età di diciassette anni viveva già fuori casa, e a diciannove faceva la capocameriera con altri ragazzi al di sotto di lei … adesso era sotto un’ associazione alla quale dare sempre spiegazioni, perché tenere conto di loro significa portare rispetto. Beh confesso che la mia anima ribelle ci ha messo un po’ a capire, a vedere tutto da un angolazione diversa, e questo non ha portato che benefici; benefici in primis per me stessa, poiché ho iniziato a rendere molto di più, senza affaticarmi, e poi anche per l’associazione stessa.

Cambiando il mio modo di vedere tutto, ho compreso che il mio sentirmi indipendente non era altro che una mia personale illusione, lo capii proprio a Tirana, dove davvero ero da sola, lontana da casa. Lo capii davvero bene tutte quelle volte in cui ho dovuto sconfiggere le mie guerre interiori da sola, senza nessuna faccia amica vicina a me.

Queste sono le cose che davvero ti fanno comprendere molto della vita, ti fanno comprendere che non c’è mai un punto d’arrivo della propria crescita personale né lavorativa. Che tutto ciò che avevo prima di partire per lo SVE non era nulla, se non la base per poter crescere.

Ho capito di aver imparato di più in sei mesi di SVE che in dieci anni di lavoro. Non escludo di essere davvero fortunata perché il sostegno della sending e della hosting organisation aiuta davvero molto, trovare persone sostanzialmente buone significa tanto in questi casi (e questo vuole essere un po’ un ringraziamento).

Ho capito che la base di tutto questo è l’AMORE...

L’Amore dei componenti delle Associazioni di poter essere sempre disponibili per i ragazzi SVE all’estero per qualsiasi esigenza loro abbiano, anche la più superflua;

Amore per se stessi, perché se non lo si ha per sé stessi non si può neanche lontanamente pensare di spendere due/sei oppure dodici mesi della propria vita per aiutare persone più bisognose di noi;

Amore per gli altri, per dedicare un paio d’ore al giorno per bambini con varie disabilità, i quali in cambio ti riempiono il cuore con sorrisi sinceri;

Amore per la vita stessa, perché entrando in questi centri, e vedendo la vita che conducono questi ragazzi disabili della tua età, comprendi quanto sei fortunata, e quante possibilità hai per aiutare tutti coloro che hanno bisogno. Il bisogno può essere anche solo un abbraccio, oppure un sorriso e non per forza beni materiali, perché tornando a prima, son convinta che l’Amore, quello vero e puro, può guarire ogni male.

A proposito d’amore, lo SVE è un esperienza unica anche per le relazioni che si creano, per quelle che si creeranno grazie a quest’esperienza ed a quelle terminate… Perché durante questo periodo sono venuta fuori io, con i miei pro ed i miei contro e lo stesso succede tutti quelli che ci circondano; quindi puoi comprendere chi davvero sei, o comunque in parte, e puoi capire che persone vuoi vicino a te. Tutto questo avviene grazie alla lontananza dal tuo normale “habitat”, lontano dalle persone che ti conoscono da sempre e che spesso e volentieri influenzano non solo noi ma anche le nostre scelte.

Avrei tantissime cose da dire, ci si potrebbe anche scrivere un libro sul proprio SVE, ma in questo caso concludo con un affermazione personale: fare lo SVE è un’opportunità unica, nulla a che vedere con l’Erasmus universitario o altro – lo SVE è volontariato per se stessi, in primis e poi per gli altri.

E dopo aver scritto tutto ciò, mi passano davanti gli occhi e i volti di tutti i ragazzi del Centro “Dove” di Tirana, del Centro “Jonathan” e di tutti i bimbi del quartiere Don Bosko, ai quali davo lezioni di lingua italiana. I loro sorrisi.

Questo è l’Amore.

11/01/2016

Kristiela Cukali Baricordi