SVE in Bulgaria – Roberta Liccardi

Dopo mesi a Pazardjik, ho finalmente la possibilità di scrivere qualcosa che è difficile da raccontare, ma cercherò di dare comunque testimonianza di questa straordinaria esperienza.

Pazardjik è una piccola e brillante cittadina nel cuore della Bulgaria, affascinante e piena di energia, pregna di odore di fumo che fuoriesce dai camini in inverno. C’è sempre da fare lì e ce n’è per tutti i gusti: la vita culturale nella vicina Sofia, escursioni, vita notturna, passeggiate domenicali nel parco, concerti.

Paura ed eccitazione: il miscuglio di emozioni che mi ha accompagnato durante la mia esperienza.

Il timore che spesso blocca la capacità di lasciare il nostro luogo di origine non fa altro che mettere radici nelle nostre certezze, impedendo di vedere ciò che c’è al di fuori della routine.

L’emozione, il desiderio di conoscere.

Durante lo SVE si è da soli e non si è da soli, non sempre, e ci si ritrova di fronte a sé stessi, pre ricostruirsi, per combattere, per piangere, per sentire la malinconia, per avere paura; tutto ciò viene però compensato da una dose successiva e forte di sicurezza, un senso di pienezza e di gioia. Un mondo che si apre. Le paure, i pregiudizi che via via si dissolvono: ecco quello che ho vissuto. Incontri casuali con sconosciuti, volti che non rivedrò mai più, conversazioni che mi hanno arricchito. Amicizie fondate sulla diversità. Amori finiti, nuovi amori, amori mai dichiarati. Una maggiore consapevolezza di me stessa e delle mie radici. Un insieme di cose che mi hanno fatto pensare, godere, sperimentare: in breve, mi hanno fatto vivere.

La forza di correre sotto il sole, di camminare sotto la pioggia senza ombrello, di cantare a squarciagola di notte sulla strada di ritorno per l’hotel durante un corso di formazione, non le loro canzoni famose, improvvisarsi a parlare perfettamente bulgaro, porre domande o imitare il verso della gallina, far capire alla cassiera del supermercato di volere le uova.

Il Centro quotidiano in cui ho lavorato, con persone affette da disabilità, che sono diventati la mia famiglia. E’ proprio lì che ho imparato aspetti fondamentali della cultura, ufficio bulgaro della diversità e ricchezza.

Questo è l’aspetto fondamentale dello SVE, che non ho mai dimenticato durante la mia avventura, e che è una grande opportunità per entrare in contatto diretto con un’altra cultura, imparare la lingua e per impegnarsi con la popolazione locale. Credo che la voglia di conoscenza sia stata il motivo principale per cui ho deciso di partire e di considerare questa opportunità come un momento di crescita personale.

Non nego il fatto che ci siano stati momenti difficili e a volte ho anche pensato che non ce l’avrei fatta ma, alla fine dell’avventura, posso solo dire di aver fatto la scelta migliore per me stessa. Questa esperienza mi ha aiutato a migliorare le mie competenze, a viaggiare alla scoperta di luoghi che non ho mai pensato di visitare, ha arricchito il mio cuore e mi ha aperto la mente, grazie all’ascolto di racconti, pensieri e desideri delle persone incontrate, ma soprattutto mi ha dato opportunità di incontrare persone che mi sono state vicine nei momenti meno felici, come dei veri amici, che mi hanno ascoltato e sostenuto durante i miei interminabili pianti.

Grazie a Ivo e alla sua famiglia per avermi fatto sentire a casa, come una di loro, grazie a Petko, amico incomparabile e saggio per i suoi consigli, a Maria e Dimi, i miei amici insostituibili, grazie a Davide, mio ​​buon fratello durante questa avventura. Grazie a tutti i volontari che ho incontrato in questo lungo viaggio, grazie per aver reso questa esperienza indimenticabile.

 

Roberta Liccardi