Luigia Vitolano, SVE in Albania

Step by step to go further

Vi racconto la mia esperienza come EVS a Tirana.

La mia trasferta a Tirana,dalla durata di sei mesi, ha avuto un inizio e una fine. Tutto ebbe inizio lo scorso 15 Aprile, quando arrivai nella moderna capitale dell’Albania per lo SVE( Servizio Volontario Europeo), per un progetto di volontariato con bambini e ragazzi disabili nelle scuole speciali Luigi Gurakuqi e Qendra Pallumbat. Ero molto contenta di aver scelto di partecipare a questo progetto, perché volevo volevo superare le mie paure , i miei pregiudizi sugli abitanti dell’Albania e migliorare le mie tecniche di approccio con i bambini.

Giunta lì cercai di integrarmi, cercando di imparare la lingua locale,ascoltando canzoni”Shqiptare” e dialogando con i vicini di casa.

Oltre a partecipare alle attività con i bambini nelle scuole, partecipai anche ad attività sull’ambiente. I primi giorni nelle scuole non è stato difficile per me, perché non ero io a scegliere i bambini con cui giocare, ma erano i bambini stessi a sceglier me. Con i bambini con minor difficoltà cognitive, insegnai loro i numeri in italiano e loro , in cambio, mi insegnarono i giorni della settimana.

Molte volte alcuni bambini autistici volevano che scendessi con loro sullo scivolo o salissi con loro sulle altalene. Vedere le classi di questi ragazzi con le inferiate alle finestre, provavo una sensazione di cattività, non sembrava affatto una scuola, ma una prigione.

Ma i visi di quei ragazzini sprizzavano di gioia quando ci vedevano arrivare.

Anche se son state poche le volte che siamo andati a trovarli, sono molto contenta, perché vedevo che bastava un piccolo gesto o una carezza nel vederli correre per il cortile o intorno al lago. 

Durante questi sei mesi ho scoperto alcune mie attitudini nascoste, cioè quello di insegnare ai bambini del quartiere le lingue straniere attraverso attività ludiche. Ho insegnato loro i giochi di quando ero piccola, tipo “1-2-3 stella”, “Strega comanda colori”,”la Campana” e tanti altri.

Consiglierai a tutti di fare questa esperienza, perché si può conoscere una cultura diversa dalla propria, imparare una nuova lingua e sopratutto fare nuove amicizie.

Peccato che questa esperienza sia già finita.